Più radazioni per tutti


Ci risiamo: la paura del nucleare ritorna puntualmente ad avvelenare le nostre vite. E in verità non si tratta solo di una paura ma di reale e pericolosissimo avvelenamento. Milioni di particelle radioattive sono fuoriuscite dai reattori di Fukushima devastati dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo e si sono immesse nell’aria, nell’acqua del Giappone, già in ginocchio per tutto il resto, ed hanno cominciato a espandersi attraverso il globo sospinte dagli elementi atmosferici. E qui da noi?
Ci è stato detto dalle autorità, dai politici, che la nube radioattiva, giunta con inquietante precisione sui nostri cieli, non e’ pericolosa perché i livelli radioattivi che contiene sono poca cosa rispetto ai livelli del Giappone. Ma a me queste rassicurazioni non mi rassicurano per niente!

Il punto è che sull’energia nucleare si fa una gran confusione. Alla maggior parte delle persone sfugge quali siano i meccanismi di funzionamento del nucleare, bisogna essere molto informati e non tutti hanno il tempo di approfondire tematiche così particolari.
Non siamo mica tutti scienziati! Dobbiamo prendere per buone le informazioni che ci vengono date cercando di capire quali siano gli interessi che ci stanno dietro. Insomma un bell’ingarbuglio! Tutto difficile tranne la verità inconfutabile che il nucleare non è sicuro, per niente! Non può esserlo!

Da qualche mese si parla che anche noi dovremmo ritornare a questo tipo di produzione energetica, ma il futuro dell’energia, e i più importanti studiosi e scienziati lo confermano da tempo, sta nelle fonti rinnovabili, e non nel petrolio e nel nucleare che diciamolo pure hanno fatto il loro tempo, lasciandoci un bel po’ di inquinamento e di scorie da smaltire. Il sole, il vento, il fotovoltaico, i carburanti biologici e così via, queste sono le fonti sulle quali gli stati, l’Italia dovrebbe investire nella ricerca. Abbiamo un sole meraviglioso che per lunghi tratti dell’anno illumina i nostri cieli e non lo vogliamo utilizzare per creare energia senza inquinamento né scorie?!

Basterebbe solo un po’ di buona volontà, di buon senso, e meno intrallazzi da parte dei “governanti”, per farci guardare al futuro con animo più leggero senza la preoccupazione di dover chiedere alle nuvole di passaggio sopra le nostre teste se sono radioattive o innocue.