Goodbye Ruby

L’anno nuovo è arrivato, i propositi pianificati, gli auguri scambiati e i legittimi sogni richiesti a chi di dovere. Ma purtroppo mi sembra che qui da noi, le cose non solo non cambiano ma, talvolta, peggiorano. Certo la situazione economica e sociale è quella che è, la disoccupazione, il futuro dei giovani, dell’istruzione, i servizi sanitari ecc ecc…ma leggendo i giornali, guardando la televisione, la maggior parte dello spazio è dedicato al circo dove si mette in mostra in modo sempre più avvilente lo “spettacolo” del corpo della donna.

Non voglio parlare delle ultime “vicissitudini” del nostro primo ministro che sono a dir poco turbanti. Non voglio entrare nella sostanza di ciò che gli si imputa nell’ennesima indagine giudiziaria, voglio invece parlare delle immagini desolanti che spuntano dalle macerie morali sulle quali, ahinoi, non si costruirà nessun futuro. L’immagine avvilente è quella del sesso, delle trasgressioni di una società benpensante, dei fatti sussurrati tra i colleghi negli uffici o nei bar, il sesso da camerata, insomma il sesso secondo un retrivo punto di vista maschilistico e che riporta l’Italia indietro di decenni. Questa sorta di voyeurismo erotico è diventato l’argomento principale dell’opinione pubblica. Dai racconti dei festini dei potenti si rappresenta il sesso come metafora del potere, Pasolini lo affermò profeticamente, e come misura della ricchezza, della posizione sociale che garantisce di poter fare ciò che si vuole in barba alla morale, alla legge, al rispetto degli individui e della comune convivenza. La cronaca è diventata cronaca sessuale con ragazze pronte a tutto: pronte a giurare e spergiurare su prestazioni, giochetti, abbigliamento sadomaso e bassezze di ogni genere. Quello che rattrista in maggior misura è come abbiano portato la nostra Italia, benpensante e cattolica, a voler conoscere solo le performance erotiche dei nostri leader politici e quello che sconforta totalmente è come ne esca da simile baraonda l’immagine della donna, la sua dignità, il rispetto che per prime noi donne dobbiamo a noi stesse.

Qui serve, c’è assoluto e urgentissimo bisogno, di uno scatto di ribellione e di una overdose di dignità dei cittadini italiani e di noi donne che non possiamo più accettare il ruolo subalterno e da macchietta che questo potere e una società arretrata vorrebbe far passare: donne pronte a tutto pur di arrampicarsi sulla scala sociale e uscire dall’anonimato.

Che l’erotismo, il sesso, il nostro corpo, siano gioie da scoprire consapevolmente, seduzione intelligente, gioco per conoscersi, che questo voglia significare amare con passione e genuinità la vita e condividerlo con chi si ama!

Proprio oggi leggevo che secondo l’annuale rapporto Istat in Italia, quasi una donna su due non ha reddito, non cerca il riscatto, la dignità con il proprio lavoro, ma vive nell’ombra. Questo è brutale e inaccettabile! Che nasca da noi e in noi donne la scintilla per sottrarsi a questo presente triste e sconfortante, magari canticchiando quella meravigliosa canzone dei Rolling Stone che ironicamente oggi sembra fare al caso nostro: Goodbye Ruby…