Sakineh, fermiamo la barbarie!

Sakineh per ora è salva! Ma non dobbiamo per questo mollare la tensione e dimenticare questa barbarie o distrarci da questa “deliziosa” legge iraniana che si chiama LAPIDAZIONE. Quante donne di cui non conosciamo il volto, il nome e la storia, vengono lapidate, stuprate e nel migliore dei casi riempite di botte: Moltissime! E Sakineh Mohammadi Ashtiani, è solo una delle tante, di cui siamo venuti a conoscenza. Basta andare su You Tube per trovare immagini raccapriccianti, difficili da guardare, ma che bisogna vedere per sapere e reagire.

Forse è questo il problema più grande dei nostri tempi: siamo noi, la gente comune! Non reagiamo come dovremmo ad una notizia del genere, non ci indigniamo più di tanto, abituati all’orrore che ci propinano i media. Mi aspetterei di vedere la popolazione che inonda le strade per fare la rivoluzione, per ribellarsi ad un sopruso così grande! Perchè deve essere inaccettabile per la nostra coscienza un omicidio così orrendo.

Hanno condannato Sakineh alla lapidazione, perchè accusata di aver partecipato all’omicidio del marito, l’hanno torturata, frustata, per farle confessare un omicidio che poi ha ritrattato e che molto probabilmente non ha commesso. E quand’anche avesse ucciso? Lo Stato diventa assassino uccidendo chi ha ucciso! E che legge è? Chi ha il coraggio di erigersi a giudice e condannare un assassino con un identico o forse peggiore assassinio…nella modalità di compierlo a sassate, pubblicamente, spogliando un essere umano di dignità, personalità, svuotando il suo cervello e la sua anima, privandolo della ragione principale di esistere: la vita! Che tipo di società è questa? E come possiamo avere rispetto per una società che esprime quanto di più barbaro e abominevole il potere abbia mai concepito: l’omicidio legalizzato per lapidazione.
Sakineh: una donna come tante, che in qualsiasi parte del mondo vivono, lavorano, allevano i figli e amano la vita. Viene condannata alla più tremenda e orribile delle morti, la lapidazione, dalle leggi di uno stato che considera ancora la libertà delle scelte un crimine. Un crimine, la possibilità che una donna scelga di amare un uomo diverso da colui con il quale si è sposata, che una donna decida di esprimere liberamente e pubblicamente i sentimenti del suo cuore.

Non bastano il parlamento europeo, i premi Nobel, gli intellettuali a tenere accesa la luce e la speranza che queste cose non accadano mai più. Dobbiamo essere noi tutti…in tanti a combattere, a scendere in piazza, costringendo la comunità internazionale a chiedere all’Iran di sospendere l’infernale macchina della condanna a morte per lapidazione. Inaccettabile per le nostre coscienze. Inaccettabile che tantissime donne in Iran e non solo in Iran, non possano decidere liberamente della propria vita, del proprio corpo, schiave di retaggi e tradizioni tribali che vogliono la donna sottomessa alle leggi del patriarcato, schiave del proprio uomo e della comunità in cui vivono, relegate a ruoli che altri decidono per loro. Private della libertà e della dignità che a una donna non può essere negata, né negoziabile.

Basta pena di morte, in Iran come in Cina, negli stati Uniti come in Arabia Saudita! Basta lapidazioni, una pratica che fa ripiombare il genere umano indietro di tremila anni! E basta con la persecuzione delle minoranze! Perché Sakineh, come donna, appartiene ad una minoranza, la minoranza di coloro i quali non dispongono pienamente della libertà di scegliere cosa fare della propria vita. Basta con i soprusi del potere che non ammette voci o vite fuori dal coro!

Oggi forse e per ora abbiamo salvato la vita a Sakineh, simbolo della battaglia per i diritti umani. Ma la lotta per affermare il diritto di ogni essere umano alla libertà e alla felicità della proprie scelte non deve fermarsi.