Marisa: una brutta abitudine etichettare gli italiani

In un intervista all’Adnkronos, Marisa Laurito ha dichiarato il suo dissenso in relazione alla recente decisione della Corte di Cassazione che ha ritenuto non offensiva l’etichetta di “napoletano” attribuita da un giudice ad un teste che faceva il vago in aula. È una “brutta abitudine” quella di “etichettare” gli italiani a seconda della provenienza. L’artista napoletana fa notare che “Il termine non è certamente denigratorio ma è caratterizzante perchè quel giudice ha voluto così affibbiare ai napoletani la caratteristica dei perditempo“.

La Laurito evidenzia che quella di dare etichette “è una lunga storia. Se pensiamo che cosa si dice dei siciliani, o dei torinesi, falsi e cortesi. Anche dei padani si dicono cose inenarrabili. È una brutta abitudine, tutto qui“. L’artista napoletana conclude dicendo “ha certamente sbagliato quel giudice ma è anche vero che Napoli fa sempre parlare molto di se’, a volte eccessivamente“.