Marisa regina di Eboli per un giorno

Pubblichiamo, questo mese, un simpatico colloquio tenuto con la grande attrice teatrale e prima donna delle televisioni per un lungo periodo: la Napoletanissima Marisa Laurito…L’occasione è delle migliori,  Marisa è giunta ad Eboli per via di una importante attestazione riconosciutagli dall’amministrazione comunale e da tanti cittadini ebolitani appassionati di teatro e di commedia classica napoletana in genere: la cittadinanza onoraria!!!!

R – Ti tolgo subito dall’imbarazzo. Sono nata a Napoli e non mi sarebbe piaciuto nascere in nessun’altra città. A Napoli il teatro lo respiri nelle strade da quando sei in fasce, la commedia, l’ironia, i tempi comici ti avvalgono come ti avvolge il mare. Così ad otto anni decisi che avrei fatto l’attrice. E così è stato. Ho iniziato con Eduardo De Filippo ed ho firmato il mio primo contratto con lui il giorno in cui compivo ventun anni e quindi potevo decidere del mio futuro, visto che mio padre era contrario alla vita da “zingara” che mi apprestavo ad intraprendere.

D – Ha passato una bella giornata?

R – Sono molto commossa e felice di essere stata ad Eboli, ringrazio Gino (Gino Ciaglia presidente della Compagnia Teatrale “I PLETORICI” n.d.r.), il Comune di Eboli, e tutta l’Amministrazione. Eboli ha una storia di secoli e una grande cultura, purtroppo le chiese erano tutte chiuse, ma mi hanno portata in Convento, dove ho conosciuto un frate troppo simpatico, di cui ora non mi sovviene il nome. Spesso da piccola venivo con mio padre a mangiare in un ristorantino da queste parti.

D -Lo sa che ad Eboli si è fermato Cristo?

R – Sì sì, lo so, ho letto il libro di Levi. In merito Gino, mentre mi consegnavano l’onoreficienza, ha detto: “C’è voluto un po’ di tempo ma ora è arrivata anche la Madonna!”. È troppo simpatico quel ragazzo!

D – Sono d’accordo. Lo sa che è molto bravo anche a teatro, aspettiamo con ansia le sue commedie?

R – Me l’hanno detto. Non ho avuto il piacere di vedere un suo lavoro, ma non mancherà. Mi piacerebbe leggere qualche sua commedia. Per adesso, ho letto sul vostro giornale, il giornale di Eboli mi pare…

D – Sì.

R – Una delle sue ciagliate. Quella sulla guerra dei manifesti. Comunque ne approfitto per dire, “Iniziate dal teatro, lasciate stare la televisione, può uccidere se non è fatta bene”.

D – Allude a quella fatta da Arbore?

R – Pensavo proprio a quella, sì. Altri tempi! Dettavamo noi le leggi e non gli sponsor. E poi lavoravamo senza sgomitare, ognuno stava al suo posto. Eravamo felici solo di esserci. Ma allora non sapevamo che stessimo costruendo un pezzo di storia.

D – Non sapevo che era così tanto impegnata nel sociale.

R – Perché dovrei sbandierarlo ai quattro venti?

D – È anche stata, se non sbaglio, testimonial della Campagna di prevenzione contro l’osteoporosi condotta dall?AIPOS?

R – Sì. Sono sostenitrice dell’AISM (Associazione sclerosi multipla. N.D.R.) ma non mi va di parlare di queste cose, certe cose si fanno e basta.

D – La capisco perfettamente. Cambiamo discorso. La vediamo poco in tv, perchè non ha partecipato mai in ad un reality?

R – Mi credi? Me li hanno proposti tutti, anche con cifre esorbitanti, ma ho sempre detto no. Il mondo dell’arte non è un gioco. Ho voglia di andarmene all’estero, sono stanca del livello culturale che c’è nel nostro paese. Non stiamo alla frutta, siamo al caffè!

La ringrazio, la saluto e le stampo due baci sulle guance e mi sembra di conoscerla da sempre.