Il silenzio di tutti

E’ incredibile che nel 2009 ancora esista l’omertà. E’ incredibile che nel 2009 ci siano ancora delle violenze così grandi contro le persone anziane, i bambini o persone con problemi psichici. Quando ho letto la notizia non ci volevo proprio credere…Quindi vi spiego la situazione: un paesino di settecento abitanti, Serra d’Aiello, che sta sull’appennino aspro che da Cosenza scende a strapiombo verso il mare di Amantea e la piana di Falerna, è pieno di silenzio e coperto da un’ombra terrificante, tre casermoni di pietra grigia che dieci anni fa ospitavano novecento degenti e oggi quasi trecento, ribattezzata “La casa degli orrori”.

Dentro matti, veri o presunti tali, malati, invalidi, paralitici, tutti soli dalla nascita o abbandonati dalle famiglie con un piccolo patrimonio personale sparito nelle casse di una fondazione religiosa. Tante le morti sospette: 12 scomparsi e 15 possibili omicidi. E almeno un centinaio di casi di pazienti che hanno subito gravi lesioni.

La casa degli orrori si chiama istituto Papa Giovanni XXIII e la sua storia misteriosa inizia nel 1997, è quello l’anno in cui iniziano a scomparire i primi pazienti. Il primo è Bruno, poi una donna, poi Domenico Antonio Pino. E un altro e ancora un altro, fino al dicembre scorso. Ma nessuno ha parlato, il proprietario del bar locale dice che tutti sanno e sapevano, ma che nessuno parla per paura. Tutti dicono che “tutti hanno paura”.

Ma dico io, come è possibile che non ci sia stata una persona, una sola che non abbia avuto dentro un moto irrefrenabile che la portasse a parlare, a denunciare…insomma neanche uno dei 550 dipendenti, che fra l’altro si ritrovano adesso con anni di stipendi arretrati! Ma come si fa a non avere un briciolo di compassione per persone che oggi si viene a sapere vivevano nella casa di ricovero di proprietà della curia arcivescovile di Cosenza nata “per curare malati cronici o con problemi psichici” e che in realtà altro non era che un manicomio lager dove molti pazienti erano trattati come bestie. Lasciati per giorni in mezzo alla sporcizia, con le zecche in corsia, dove come niente scoppiavano epidemie di scabbia e i letti erano sgangherati, addirittura senza coperte e lasciamo perdere i vetri alle finestre, bagni che nessuno puliva e soprattutto ripeto, nessuno parlava mai, tutto un paese unito nell’omertà.

Ovviamente adesso sono partite le indagini che riguardano anche un prete: don Alfredo con la passione per le motociclette americane. Adesso andranno in 27 a rinvio a giudizio, per associazione a delinquere e truffa e appropriazione indebita. Il primo della lista è il “prete dell’Harley Davidson”.

Io però propongo un altro imputato da condannare: IL SILENZIO DI TUTTI.