Eluana

Ma non hanno vergogna di sfruttare la tragedia di una ragazza e della sua famiglia, per ragioni politiche, o ideologiche o di mero stupro informativo. “Eluana…Eluana e le altre, la vita oscura di Eluana…Eluana è viva…” questi alcuni titoli di programmi televisivi e di riviste e di quotidiani, con la sua foto da giovane…non quella di come era ridotta.
Ma davvero siamo diventati un popolo di guardoni?

Ma davvero il popolo italiano ha voglia di sapere i particolari della vita di una povera donna che ha vissuto immobilizzata in un letto per non so quanti anni, perchè il particolare non mi interessa…14…15…16…comunque molti.
C’era bisogno di fare l’autopsia…ultimo sfregio ad un corpo così tanto già dolorosamente dilaniato? Per sapere cosa di più? Se era stata accelerata la morte? C’era bisogno di entrare così nei dettagli della sua vita o spiare la vita di altre persone che vivono un dramma così grave nei particolari.
Ed è vero che tutti quelli che sono apparsi in televisione erano così toccati e addolorati da questa vicenda?

Addirittura mi sembra che Berlusconi abbia accennato alle sue mestruazioni…ipotizzando che poteva ancora mettere al mondo un figlio…Ma stiamo scherzando? Ma siamo impazziti! E’ un obbrobrio…una porcheria che si approfitti così di una tragedia…è uno schifo! Non ce l’ho fatta ad assistere a tutta questa bagarre…ho visto purtroppo pezzetti qui e lì perchè era impossibile non vedere!

Quello che si deve fare da un punto di vista legislativo, quando una persona entra in coma per molti anni, e la vita si sospende, lo decidessero con leggi decenti e si scannassero in Parlamento, visto che sono pagati da noi per legiferare.

E soprattutto ci lasciassero liberi se non in vita, poichè siamo schiavi di molte imposizioni, perlomeno nella scelta di morire, se ci piace.
Dichiaro che se accadesse a me, vorrei essere salvata da una morte liberatrice ed insieme a me vorrei salvare tutte le persone che amo, e che ingiustamente, sarebbero costrette a vivere, nel caso contrario, una situazione tanto dolorosa e per un tempo troppo lungo.